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Polentopoli, cronache dal nord-est

Con questo post inizio una rubrica che da un po' mi frullava per la testa, uno spazio dove raccontare la terra dove sono nato e vivo: il Veneto e nello specifico la famigerata pedemonta.
Una premessa mi pare d'obbligo, l'unica cosa che mi piace di questo posto sono le montagne e visto che di montagne per il mondo ce ne sono tante, che anche le colline hanno il loro fascino, per non parlare del mare, direi che ben poco mi lega (!) a questo luogo.

Iniziamo con una succosa notizia proprio dalla provincia di Vicènza che potete trovare sul sito dell'unità. Pare che un assessorucolo leghista affittasse il proprio capannone (ah i capannoni!) ad una ditta cinese che schiavizzava e sfruttava cinesi irregolari. Ora mi immagino le facce indignate di chi dice, eccoli lì prima contro gli immigrati e poi li sfruttano, che indecenza e incoerenza. Sull'indecenza sono d'accordo, sull'incoerenza non molto, i leghisti sanno bene che l'economia del nord est non tirerebbe avanti senza immigrati (non sono così scemi), loro gli immigrati li vogliono a patto che non facciamo e non pretendano altro che lavorare in fabbrica. Vista così direi che lo sfruttamento e la schiavizzazione di un gruppo di cinesi sia l'ideale per certa gente, chiusi dentro la fabbrica, trattati come bestie, licenziati e rispediti a casa secondo necessità. Non vi sembra l'ideale di ogni buon razzista?

Ad ogni modo anche se l'assessore in realtà fosse innocente e non sapesse cosa succedeva nel suo capannone a poca distanza da casa sua, questa vicenda dimostra come i schei fanno superare la propria ideologia anche ad un leghista (anzi soprattutto a loro), ben disposto ad affittare il proprio capannone ai cinesi da loro tanto attaccati come la causa della crisi economica.

Pubblicato il 22/8/2008 alle 15.54 nella rubrica Polentopoli.

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